LO STRAPPO Un percorso di educazione alla cittadinanza per scuole e associazioni
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recensioni

A.P. APICELLA MICHAEL 180° CASSIOPEA
12 Mag 2022
Guardando questo documentario molto interessante, ho avuto modo di capire il pensiero dei ristretti emarginati dall’altra parte della società, un modo privo di senso nell’agire, che, con un pensiero tutto loro agiscono senza criteri e con mancanza di valori.
Questo documentario ha rappresentato molto il concetto che esprime Durkheim, cioè che il reato è un fenomeno normale poiché presente in ogni società, o dall’educazione, che per Durkheim è un riflesso della società.
Fattori che mancano nei ristrettì, costretti poi ad assumere atteggiamenti non consoni verso altri individui.
Ma ancor di più mi affiora il pensiero di Robert Merton, citando che la devianza nasce dalla "tensione" attraverso cui non si riesce a raggiungere il successo sociale; chi assume sostanze stupefacenti o persone con disturbi mentali, possono ad esempio essere forme di adattamento deviante per la società. Merton con il termine anomia, derivato da Durkheim, assume un significato nuovo: uno squilibrio, squilibrio che abbiamo visto presente nella maggior parte dei ristretti, dovuti anche per la presenza di ostacoli, tra scopi esistenziali messi a disposizione dalla cultura sociale e mezzi legittimi per raggiungerli.
Possiamo dire che il problema principale per questi individui è il non riuscire ad arrivare ad uno scopo anche per mancanza di mezzi da parte della società.
Serena Anzalone Perseo
09 Mag 2022
Questo documentario mi fa tornare in mente il concetto della devianza e dell'anomia secondo Durkheim e Merton di cui abbiamo parlato in classe.
Per Durkheim il reato è un fenomeno normale poiché presente in ogni tipo di società.
Durkeim definisce la devianza il risultato dell’anomia, ossia della caduta di valori e norme tradizionali non sostituite da altri punti di riferimento.
Ma ciò che ho notato maggiormente in questo documentario si avvicina di più al concetto di devianza secondo Merton in quanto la devianza è il risultato del contrasto/tensione tra la struttura culturale (che definisce le mete verso le quali tendere e i mezzi con i quali raggiungerle) e la struttura sociale (che determina la distribuzione effettiva delle opportunità necessarie per arrivare a tali mete con quei mezzi);
Se non mi vengono dati i mezzi per raggiungere i fini che la società in cui vivo richiede… come faccio?
Quindi spesso gli individui si trovano costretti ad usare mezzi illegittimi (come vediamo nelle testimonianze del documentario) per il raggiungimento degli obiettivi a cui ambisce la società, come ad esempio la ricchezza.
A.A Tancredi Christian 180° "Perseo"
06 Mag 2022
Ho avuto l'opportunità di guardare questo documentario con i colleghi del corso e subito ho notato subito la crudeltà e la mancanza di valore che il reo da alle sue azioni. Come anche i racconti delle persone che hanno subito queste azioni e di come poi è cambiata la loro vita. Sono tutte testimonianze che fanno venire la pelle d'oca. Le stesse testimonianze dei detenuti ed i motivi che li hanno spinti a delinquere sono molto toccanti. Quella che mi è rimasta in pressa di più è la testimonianza di un detenuto che dopo la sua prima carcerazione, dove non è stato trattato benissimo, è uscito ancora più arrabbiato di prima ed è ritornato a commettere il reato per cui era stato già arrestato. L'applicazione dell' Art 27 comma 3 della Costituzione Italiana è molto importante in questo caso. Dare una vita a queste persone facendole sentire parte integrante della società li porterà a non commettere più reati.
A. A. Belculfiné Carlo Alberto 180 "CASSIOPEA"
04 Apr 2022
Guardando questo video denominato "lo strappo" si evincono molti fattori importanti inerenti alla criminalità e le conseguenze all'interno della società. Basti pensare alle varie interviste e e dichiarazioni mostrate nel video che fanno capire quanto un detenuto si possa spingere nel compiere un reato senza riconoscere ne la vittima ed il gesto compiuto...questo va a scaturire un effetto negativo sulle vittime anche nel tempo non sempre tutelate...invece allo stesso tempo i media utilizzano questi eventi per fare audience ignorando la realtà dei fatti. In sostanza il reo non comprende il sbaglio fino a quando non viene recluso, i media se ne approfittano e le vittime ne risentono anche nel tempo a volte.
A.A Bevilacqua Francesco 180 Cassiopea
04 Apr 2022
Dopo aver preso visione di questo documentario, ho avuto modo di riconoscere varii punti di vista all’interno di esso.
Il reo, la vittima, chi amministra la giustizia e i media.
Per quanto riguarda il reo rimango colpito dal suo comportamento e dalle sue affermazioni, le quali descrivono il non riconoscimento delle vittime e del dolore provocato ai suoi cari, nel momento in cui commette il reato.
Tale affermazione viene riconosciuta anche da chi amministra la giustizia, confermando che le vittime anche a distanza di tempo riportano uno “strappo” a livello emotivo.
Chi gestisce i media coglie gli aspetti che destano più scalpore a discapito molte volte della reale verità.
Personalmente ritengo che questa situazione sia alquanto spiacevole e ripongo una grande fiducia nei confronti dell’amministrazione penitenziaria e negli obiettivi che si pone , tra cui la rieducazione sancita dall’art.27 della costituzione.
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