LO STRAPPO Un percorso di educazione alla cittadinanza per scuole e associazioni
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Se hai visto il documentario, hai partecipato ad un incontro o hai letto i materiali di approfondimento ti chiediamo di raccontarci come è andata. Ci farebbe piacere, attraverso questa pagina, conoscere la tua opinione e farla conoscere agli altri.

(N.B. Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato. Il tuo commento sarà reso visibile dopo aver verificato che i contenuti, anche critici, siano scritti in maniera educata).

Grazie del tempo che vorrai dedicarci.

6 commenti


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Stefania Romano
2018-07-04 22:16:58
Abbiamo avuto modo di vedere il documentario con gli studenti presenti a Milano a "Fà la cosa giusta!" e devo dire che è stato apprezzato. E' stato anche l'occasione per approfondire il tema dei diritti in carcere, tema molto delicato e non sempre "digeribile".

Credo che sia necessario lavorare molto su questi argomenti, nella speranza che crescano buone generazioni di futuri cittadini consapevoli e "umani".

Grazie per l'interessamento e la disponibilità, sperando di incontrarci ancora

Un caro saluto

Stefania Romano, insegnante di legislazione sociale (classe IV Ipsss Maddalena di Canossa, Brescia)
Andrea La Piana
2018-03-20 09:50:12
Venerdì sera ero presente ad Opera insieme ad una ventina di colleghi universitari. Eravamo studenti di giurisprudenza dell'Università Cattolica di quasi tutti gli anni di corso: a partire da chi sta frequentando il secondo anno e quindi sta iniziando proprio ora lo studio del diritto penale, fino ad arrivare ai laureandi.

La possibilità di confronto con chi si occupa quotidianamente di diritto è sempre stimolante, ma l'aspetto che ha reso inedito e per questo ulteriormente significativo l'incontro è stata la contemporanea presenza delle luci e delle ombre della realtà carceraria.

Per questo desidero porgerVi i nostri più sentiti ringraziamenti in merito alla possibilità da Voi offertaci di conoscere da vicino la carnalità di un mondo che, pur essendo oggetto quotidiano dei nostri studi, troppo spesso rimane astratto, restando relegato alla sola teoria dei libri di testo. Poiché per poter sperare di comprendere almeno un po' il diritto penale occorre "incontrarlo", non è sufficiente studiarlo, il ringraziamento risulta essere unanime da parte di tutti noi studenti. Ad esso si unisce la speranza di poter presto assistere a nuove iniziative del genere, magari anche presso la nostra università.

Per noi studenti di giurisprudenza è stata anche l'occasione per cogliere con chiarezza come il diritto in sé sia tutto affascinante. A questo dato di partenza si aggiunge però, per chi decide di occuparsi nello specifico del diritto penale, la consapevolezza di come questo comporti l'avere a che fare con una realtà drammatica e allo stesso tempo commovente, cioè che "muove".


Vi ringrazio nuovamente a nome mio e di tutti i miei colleghi presenti venerdì
ILBRAMBILLA
2018-03-11 09:32:32
Complimenti per il lavoro di documentazione e per il lavoro volto a recuperare esseri umani che per sorte avversa o consapevolmente hanno generato vittime.
Questo lavoro (documentazione e recupero umano) deve essere fatto conoscere.
Cristina
2018-02-23 23:24:02
Ho visto il documentario e devo dire che l'ho trovato davvero interessante, finalmente ne esce l'umanità nella tragedia, e non una notizia sterile per qualcosa che accade solo agli altri. Una esperienza personale che ha colpito una persona a me cara mi ha insegnato inconsapevolmente qualcosa, che non tutto si trasforma in rabbia, non tutto deve essere per forza compreso, e non ci sono lutti che uno debba forzatamente portare: in mezzo alle disgrazie c'è l'istinto umano personale, così come chi è in carcere e come unico pensiero di vita che lo accompagnava poteva appunto essere quello rivolto alla sopravvivenza. Ci sono anche vittime che non danno perdono, altre che invece non si danno pace per quell'attimo che il destino ha voluto nel separare le vite semplicemente per scelta del destino. La parte che più ha dato conferme al malessere generale verso la stampa è arrivato da quel giornalista che conferma la velocità della diffusioni delle notizie e della chiara impossibilità di accertarsi che ciò che si scrive o si dichiara sia basato su fondamenti reali.
Insomma la società è questa, il periodo storico è questo e nella sfortuna di esserci capitati credo che si possa scegliere se vivere o sopravvivere.
Patrizia
2018-02-21 15:13:07
C’ero alla presentazione dello “strappo”. Ho gioito nel dare volto a nomi che già mi erano familiari, a vedere il frutto di tante sinergie e relazioni. Soffro quando penso a quanta fatica ci vuole per far passare un progetto di educazione alla legalità e ancora di più a far comprendere che la testimonianza di un gruppo di ‘delinquenti’ può valere più di tante parole e raccomandazioni. Soffro anche di più quando guardo i miei studenti del CFP, randagi e persi nei vari parchetti della città, disamorati della scuola e dello studio, lontani dalla bellezza del costruire insieme, estranei alla fatica di pensare, che aspettano solo qualcuno in grado di riconoscere il loro valore e valorizzare le loro capacità.

(continua su Voci dal ponte)
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