LO STRAPPO Un percorso di educazione alla cittadinanza per scuole e associazioni
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9
recensioni

Clan/Fuoco "Cervo Bianco", Cinisello Balsamo 3
29 Nov 2018
La sera del giorno 16 marzo 2018 ci siamo recati presso il teatro del carcere di Opera per assistere all’evento “Lo strappo” .
Dopo aver lasciato all’entrata i nostri pregiudizi, addentrandoci all’interno del carcere ci siamo subito resi conto di essere entrati in un contesto quasi surreale, in cui viene a mancare qualsiasi senso di autonomia e di libertà: le porte presenti in una stanza non si aprono mai contemporaneamente e vengono aperte dalle guardie carcerarie elettronicamente, non si può circolare all’interno di qualsivoglia ambiente carcerario senza essere scortati. Vige un silenzio tombale, un’atmosfera di attesa. Mi sarei immaginata di incontrare omoni alti 2 metri, coperti di tatuaggi e cicatrici, aspettative figlie dei tanti film americani in cui i carcerati sono solo delle masse di muscoli che passano il tempo a combattere contro i “secondini”. Ma così non è stato. Ho cercato a lungo con lo sguardo i famigerati carcerati, questi bruti, ma ho trovato solo uomini. Ho scrutato il loro viso, cercando nei loro volti qualche tratto che tradisse il crimine commesso, ma ho trovato solo volti assonnati, barbe rasate, rughe, occhiaia, capelli bianchi. Alcuni di loro sono padri di famiglia, altri fratelli, nonni, tra loro c’è anche un disabile sulla carrozzina. Spesso, siamo portati a pensare che il male, seguendo i canoni classici, sia rappresentato da uomini demoniaci e mostruosi, e per questo motivo rimaniamo basiti nell’osservare che in re...
Emanuele
15 Ott 2018
sono un cristiano praticante ,da giovanissimo visitavo sempre i carcerati...e ora li visito spiritualmente ,ogni giorno nella preghiera, prego per loro.
Sono rimasto molto colpito da quella mamma carcerata che ha ucciso il figlio.
Azioni come le vostre sono molto positive , per avvicinare il mondo esterno al Carcere di modo che il Carcerato non si senta mai squalificato come persona.
Bravissimi , andate avanti così, affinchè ogni carcere si un'autentica casa di ricostituzione della persona, e la condanna non sia un tempo di dolore, ma sia un tempo di meditazione .
Con tanta cordialità vi saluto .
Carlo Maria
13 Ott 2018
Ho avuto modo di guardare il documentario de “LoStrappo”: mi è piaciuto, ben girato e costruito.
La prima impressione è che le dissonanze tra gli intervistati chiariscano una volta di più come sul tema della pena molto ancora ci sia da lavorare.
Si tratta di abbandonare, quando possibile, le posizioni estreme: e di chi, a volte comprensibilmente, si lascia pilotare dalla sfiducia e di chi pensa che tutto si risolva con un po’ di buoni sentimenti.
Cercare soluzioni equilibrate e fondate che individuino gli strumenti più efficaci per attuare il sempre citato art. 27 Cost.
Stefania Romano
04 Lug 2018
Abbiamo avuto modo di vedere il documentario con gli studenti presenti a Milano a "Fà la cosa giusta!" e devo dire che è stato apprezzato. E' stato anche l'occasione per approfondire il tema dei diritti in carcere, tema molto delicato e non sempre "digeribile".

Credo che sia necessario lavorare molto su questi argomenti, nella speranza che crescano buone generazioni di futuri cittadini consapevoli e "umani".

Grazie per l'interessamento e la disponibilità, sperando di incontrarci ancora

Un caro saluto

Stefania Romano, insegnante di legislazione sociale (classe IV Ipsss Maddalena di Canossa, Brescia)
Andrea La Piana
20 Mar 2018
Venerdì sera ero presente ad Opera insieme ad una ventina di colleghi universitari. Eravamo studenti di giurisprudenza dell'Università Cattolica di quasi tutti gli anni di corso: a partire da chi sta frequentando il secondo anno e quindi sta iniziando proprio ora lo studio del diritto penale, fino ad arrivare ai laureandi.

La possibilità di confronto con chi si occupa quotidianamente di diritto è sempre stimolante, ma l'aspetto che ha reso inedito e per questo ulteriormente significativo l'incontro è stata la contemporanea presenza delle luci e delle ombre della realtà carceraria.

Per questo desidero porgerVi i nostri più sentiti ringraziamenti in merito alla possibilità da Voi offertaci di conoscere da vicino la carnalità di un mondo che, pur essendo oggetto quotidiano dei nostri studi, troppo spesso rimane astratto, restando relegato alla sola teoria dei libri di testo. Poiché per poter sperare di comprendere almeno un po' il diritto penale occorre "incontrarlo", non è sufficiente studiarlo, il ringraziamento risulta essere unanime da parte di tutti noi studenti. Ad esso si unisce la speranza di poter presto assistere a nuove iniziative del genere, magari anche presso la nostra università.

Per noi studenti di giurisprudenza è stata anche l'occasione per cogliere con chiarezza come il diritto in sé sia tutto affascinante. A questo dato di partenza si aggiunge però, per chi decide di occuparsi nello specifico del diritto penale,...
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